Come far passare il mal di testa: rimedi rapidi e naturali

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Il mal di testa è veramente odioso. Ha una straordinaria abilità, il mal di testa. E' puntualissimo: arriva sempre quando non ne abbiamo bisogno. 

Può comparire nel bel mezzo di una giornata di lavoro, dopo troppe ore davanti allo schermo, al risveglio oppure proprio quando finalmente arriva il momento di rilassarsi. A volte è solo un fastidio leggero, altre volte pulsa, stringe, rende difficile concentrarsi e fa venire voglia di spegnere luci, telefono e mondo intero. Zot! 

E' in quel momento che arriva la domanda: come far passare il mal di testa, possibilmente in fretta?

Come abbiamo visto per la cervicale e le sue cause, allo stesso modo anche per il mal di testa non esiste un unico rimedio valido in ogni situazione. Infatti anche dietro al mal di testa (come al mal di collo) possono esserci cause e forme molto diverse.

Esistono però accorgimenti che possono aiutare almeno ad alleviare il fastidio. E naturalmente esistono anche piccole e semplici abitudini quotidiane che possono aiutare a tenerlo lontano.

E poi ci sono i rimedi naturali, come il CBD della cannabis light, sempre più studiati dalla scienza per il loro possibile ruolo nella gestione di alcuni tipi di dolore. 

Infografica sui rimedi per il mal di testa con cefalea tensiva, emicrania, idratazione, riposo, prevenzione, CBD e principali segnali a cui prestare attenzione

Immagine: dal tipo di mal di testa ai piccoli accorgimenti quotidiani: idratazione, riposo, prevenzione e gestione dello stress, ruolo del CBD e ai segnali che meritano attenzione.

Tipi di mal di testa (tensivo, emicrania)

Si dice “mal di testa” un po’ per tutto, ma non tutti i mal di testa sono uguali. Capire che tipo di dolore si sta provando può essere utile anche per individuare gli accorgimenti più adatti per cercare di alleviarlo.

Tra le forme più comuni c’è la cefalea tensiva. E' il classico dolore che può dare la sensazione di avere una fascia stretta intorno alla testa. Generalmente interessa entrambi i lati, ha un’intensità lieve o moderata, e non tende a peggiorare con le normali attività quotidiane. Può essere associato anche a una maggiore sensibilità dei muscoli di testa, collo e spalle. 

Diversa è l’emicrania, che solitamente provoca un dolore più intenso, spesso pulsante e frequentemente localizzato su un solo lato della testa, anche se non è sempre così. Possono comparire anche nausea e una maggiore sensibilità alla luce e ai rumori, mentre muoversi o svolgere le normali attività può peggiorare il dolore.

In alcuni casi l’emicrania è preceduta o accompagnata dalla cosiddetta aura, un insieme di disturbi neurologici temporanei. I più conosciuti sono quelli visivi, come la comparsa di lampi, punti luminosi o alterazioni del campo visivo.

Rimedi rapidi (idratazione, buio, riposo)

Quando il dolore è già arrivato, la priorità è una sola: farlo passare il prima possibile. Ecco alcuni accorgimenti naturali che possono facilitare la vita senza imprecare troppo. 

Bere acqua è un buon punto di partenza. La disidratazione può infatti provocare o favorire il mal di testa in alcune persone e, quando ne è la causa, reintegrare i liquidi può contribuire a ridurre il dolore. Non serve esagerare: meglio bere normalmente e con gradualità.

Anche ridurre gli stimoli esterni può fare la differenza. In particolare durante un attacco di emicrania, luce e rumori possono diventare particolarmente fastidiosi. Spostarsi in un ambiente tranquillo, silenzioso e poco illuminato può quindi aiutare a rendere il momento più sopportabile.

Poi c’è il riposo. Dopo molte ore davanti a uno schermo, una giornata particolarmente intensa o una notte in cui si è dormito poco, concedersi una pausa può essere una delle cose più semplici da provare. Chiudere gli occhi, allontanarsi per un po’ da smartphone e computer e rilassarsi in un ambiente confortevole permette di ridurre almeno alcuni degli stimoli che possono contribuire al fastidio.

Si può provare anche con un impacco freddo, soprattutto in caso di emicrania, applicandolo sulla fronte o sulla zona dolorante per brevi periodi e senza mettere il ghiaccio direttamente a contatto con la pelle.

Rimedi naturali e prevenzione

Quando si parla di rimedi naturali per il mal di testa, è facile imbattersi in liste infinite di soluzioni più o meno miracolose. In realtà, spesso conviene partire da qualcosa di molto meno esotico: le abitudini quotidiane.

Sonno, alimentazione e idratazione possono avere un ruolo importante. Dormire troppo poco, saltare i pasti o bere meno del necessario sono tutti fattori che, in alcune persone, possono favorire la comparsa del mal di testa. Mantenere una certa regolarità durante la giornata può quindi essere un primo passo utile, soprattutto quando gli episodi tendono a ripetersi.

Anche lo stress merita attenzione. Non sempre è possibile eliminarlo – sarebbe bello avere un pulsante anche per quello – ma si può cercare di gestirlo meglio. Tecniche di rilassamento, esercizi di respirazione e attività fisica regolare possono contribuire al benessere generale e, per alcune persone, aiutare nella gestione delle cefalee.

Un altro aspetto utile è imparare a riconoscere i propri fattori scatenanti. Possono entrare in gioco cambiamenti nel sonno, stress, digiuno, alcuni alimenti o altri elementi della routine quotidiana. Quando il mal di testa compare spesso, è bene annotare quando arriva e cosa è successo nelle ore precedenti, perchè può aiutare a individuare eventuali schemi ricorrenti.

Cannabis e CBD contro il mal di testa: cosa dice la ricerca

Negli ultimi anni il CBD ha attirato parecchia attenzione anche nel campo del dolore. Il cannabidiolo è infatti oggetto di numerosi studi che cercano di comprenderne meglio i possibili effetti e i meccanismi con cui interagisce con l’organismo.

Una parte di questo interesse ruota intorno al sistema endocannabinoide, una complessa rete presente nel nostro organismo e coinvolta nella regolazione di numerose funzioni fisiologiche. Tra queste rientrano anche alcuni meccanismi legati alla percezione e alla modulazione del dolore.

Alcune ricerche stanno approfondendo le sue possibili proprietà antinfiammatorie e analgesiche e il modo in cui potrebbero entrare in gioco in differenti condizioni. Ne abbiamo parlato nell’articolo dedicato al CBD come antinfiammatorio e antidolorifico e in quello sulla terapia del dolore e le ricerche più recenti.

Ma cosa succede quando si parla nello specifico di mal di testa, cefalea, emicrania?

Qui il quadro diventa più complesso e sfumato. L’interesse scientifico esiste e il coinvolgimento del sistema endocannabinoide nei meccanismi del dolore ha aperto diverse strade di ricerca, ma gli studi specifici sul CBD per il mal di testa non sono ancora risolutivi e hanno bisogno di maggiori dati. 

Quando preoccuparsi

Nella maggior parte dei casi il mal di testa non è il segnale di qualcosa di grave. Ci sono però alcuni segnali d’allarme che, secondo la letteratura scientifica, meritano maggiore attenzione e per i quali è meglio non aspettare semplicemente che il dolore passi da solo.

Particolare attenzione va prestata a un mal di testa improvviso e molto intenso, soprattutto se raggiunge rapidamente un livello di dolore mai provato prima. Lo stesso vale quando il dolore compare dopo un trauma alla testa oppure è accompagnato da sintomi come febbre alta, rigidità del collo, confusione, svenimento, difficoltà nel parlare, problemi alla vista, debolezza o perdita di sensibilità in una parte del corpo. In presenza di sintomi importanti o improvvisi è opportuno rivolgersi rapidamente all’assistenza sanitaria.

Un confronto con il medico è sempre opportuno, anche quando il mal di testa diventa molto frequente, cambia rispetto al solito o tende progressivamente a peggiorare. Vale la pena approfondire anche quando gli episodi iniziano a interferire con il sonno, il lavoro o le normali attività quotidiane.

Attenzione, infine, all’uso troppo frequente di antidolorifici. Può sembrare un controsenso, ma assumere alcuni farmaci contro il mal di testa con eccessiva frequenza può contribuire alla comparsa della cosiddetta cefalea da uso eccessivo di farmaci, creando un circolo dal quale può diventare difficile uscire senza un supporto adeguato.

Ascoltare i segnali del proprio corpo non significa allarmarsi a ogni fitta. Significa soprattutto riconoscere quando un mal di testa non assomiglia più al solito e merita qualcosa in più di acqua, riposo e una stanza tranquilla.

FAQ

Come far passare velocemente il mal di testa senza farmaci?

Un tentativo semplice può essere quello di intervenire sui possibili fattori scatenanti del momento. Se sono passate molte ore dall’ultimo pasto, per esempio, mangiare qualcosa può essere utile; se invece il dolore è comparso dopo molto tempo davanti al computer, può aiutare interrompere l’attività e rilassare occhi, collo e spalle.

Anche la caffeina merita una precisazione: in alcune persone e in determinate circostanze può contribuire ad alleviare il mal di testa. In altre, però, un consumo eccessivo o la sua improvvisa sospensione possono diventare essi stessi un fattore scatenante. Più che aumentare il numero di caffè, quindi, conta conoscere la propria risposta.

Il CBD aiuta contro il mal di testa?

Il CBD viene studiato per la sua interazione con diversi meccanismi coinvolti nella modulazione del dolore, ma quando si parla specificamente di cefalea ed emicrania la ricerca clinica è ancora in evoluzione.

Un aspetto interessante è che il sistema endocannabinoide viene studiato da tempo anche in relazione ai meccanismi dell’emicrania. Questo contribuisce a spiegare l’interesse scientifico verso i cannabinoidi, ma serviranno studi più specifici sul CBD per comprenderne meglio il possibile ruolo.

La cannabis può peggiorare l'emicrania?

Sì, è possibile. La risposta ai cannabinoidi non è uguale per tutti e alcuni effetti possono risultare poco piacevoli o peggiorare la percezione del disturbo.

Alcune ricerche hanno inoltre osservato un’associazione tra l’uso di cannabis e la cefalea da uso eccessivo di farmaci nelle persone con emicrania cronica. Si tratta di un’associazione e non della dimostrazione di un rapporto diretto di causa ed effetto, ma è comunque un elemento che invita alla prudenza.

Quando il mal di testa è un campanello d'allarme?

Oltre ai segnali più evidenti, anche un cambiamento netto rispetto al proprio mal di testa abituale merita attenzione. Un dolore che inizia a comparire in circostanze nelle quali prima non si presentava, che cambia caratteristiche o che diventa progressivamente più frequente dovrebbe essere discusso con il medico.

Lo stesso principio vale quando compare un mal di testa nuovo in presenza di particolari condizioni cliniche o durante la gravidanza e il periodo successivo al parto: in questi casi è preferibile non affidarsi all’autodiagnosi e chiedere una valutazione professionale.

Conclusioni

Il mal di testa continuerà probabilmente ad avere un pessimo tempismo. Su quello c’è poco da fare. Quello che si può fare, invece, è imparare a conoscerlo meglio. Capire quando compare, cosa potrebbe averlo scatenato e quali abitudini sembrano fare la differenza permette di affrontarlo con maggiore consapevolezza, senza inseguire ogni volta il rimedio miracoloso del momento.

E quando il mal di testa cambia faccia, diventa troppo frequente o manda segnali diversi dal solito, meglio non fare gli eroi: una chiacchierata con il medico è sempre una buona idea.

 

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AUTORE

Mario Pentelli

Mario Pentelli è Content Editor di Weedzard e si occupa della redazione, revisione e aggiornamento dei contenuti dedicati alla canapa industriale e ai prodotti a base di CBD. Opera nel digital marketing da oltre 15 anni e collabora con Weedzard dal 2020, contribuendo alla realizzazione di guide, approfondimenti e contenuti informativi rivolti ai consumatori interessati al mondo della cannabis light. Le sue principali aree di competenza comprendono: CBD e cannabinoidi Cannabis light Hashish legale Canapa industriale Legislazione italiana sulla canapa Normativa europea Coltivazione della canapa Educazione del consumatore I contenuti firmati da Mario Pentelli vengono verificati e aggiornati periodicamente per garantire accuratezza, chiarezza e conformità alle normative vigenti. Le informazioni pubblicate hanno finalità esclusivamente informative e non costituiscono consulenza medica o legale.
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