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Hashish Legale ed estratti

Hashish legale: tutto quello che c’è da sapere su proprietà, usi, dove e come acquistarlo

Tra i prodotti CBD e i derivati dalla canapa che hanno acquisito più popolarità in questi anni c’è senza dubbio anche l’hashish legale: c’è chi ne fa un uso terapeutico e prova a sfruttarne le numerose proprietà benefiche per il corpo e per la mente, oltre che concedersene un uso ludico-ricreativo nelle serate in compagnia o all’insegna del divertimento. Proviamo a capire meglio, allora, di che tipo di sostanza si tratta, quando e come ne è permesso il consumo in Italia, che varietà scegliere.

> COS'È L'HASHISH: UN PO' DI STORIA

Quando si parla di hashish si fa riferimento innanzitutto non alle infiorescenze di canapa da cui vengono estratti i principi attivi impiegati nella realizzazione di CBD oil, liquidi per la sigaretta elettronica, tisane, cosmetici e altri innumerevoli prodotti a base di marijuana light, ma alla sola resina presente sulle cime di canapa che, opportunamente lavorata, dà vita a un composto ideale da fumare.

La storia di questa sostanza è lunga, ricostruita tramite ritrovamenti archeologici, documenti incompleti e testimonianze parziali e, per questo, meno certa di quanto si immagini. Quello che di certo c’è è che proviene dall’Oriente la tradizione di comprimere la resina presente sulle infiorescenze di canapa (Sativa o di qualunque altra varietà) e conservarla in panetti prima di poterla utilizzare: lo stesso nome hashish deriva da un termine arabo, «ḥašīš», che significherebbe letteralmente «erba», da cui per altro l’equivoco comune di considerare hashish e marijuana sinonimi intercambiabili per riferirsi alla stessa sostanza. Prima che, a partire dal diciottesimo secolo e come effetto delle campagne di conquista napoleoniche in Egitto, l’hashish diventasse uno dei prodotti più importati in Europa, e più in generale in Occidente, dai paesi arabi, però, ci sono testimonianze che vogliono la resina della canapa utilizzata dai popoli orientali durante tradizionali cerimonie religiose, in omaggio alle divinità indù soprattutto, o come parte integrante di cure che la medicina tradizionale reputava salvifiche per le più diverse malattie. Non dovrebbe sorprendere, in questa prospettiva, l’exploit di interesse, a cavallo tra le due metà dell’Ottocento, anche della medicina moderna verso l’hashish: se ne provò l’impiego contro malattie infettive come il colera e le loro manifestazioni ma, anche, contro tetano e rabbia. Di questa lunga e gloriosa storia dell’hashish, oggi che si può persino comprare hashish online o nei negozi specializzati, rimane soprattutto la tradizione ludico-ricreativa: tra le poche testimonianze scritte sull’uso dell’hashish ce n’è una del XII secolo dopo Cristo che descrive una delle principali sette sciite come di grandi «mangiatori di resina», riferendosi appunto all’uso diffuso e per lo più ludico che gli appartenenti facevano di hashish. In tempi moderni l’hashish è stato tra le droghe più circolate negli ambienti hippie e artistici, soprattutto perché reputato capace di stimolare la creatività e amplificare ogni tipo di sensazione.

Questo derivato dalla canapa, però, come già si accennava, è stato ampiamente sdoganato oggi anche in ambienti lontani da una certa cultura bohemien dalla disponibilità anche di hashish legale, acquistabile e consumabile in Italia senza rischio alcuno.



> SI PUÒ CONSUMARE HASHISH LEGALE IN ITALIA? COSA DICE LA LEGGE

Andando più nel dettaglio, infatti, l’hashish light è un composto resinoso ottenuto a partire da particolari filamenti cristallini (in gergo tricomi) presenti sulle infiorescenze di canapa light, ossia di canapa a basso contenuto di THC. Come per la differenza tra erba illegale ed erba legale, anche la differenza tra hashish droga e hashish legale è, insomma, innanzitutto una differenza di concentrazione di principi attivi: se la varietà di canapa da cui ricavare l’hashish è di quelle che hanno basso concentrazione di tetraidrocannabinolo e alta concentrazione di cannabidiolo, due dei principali cannabinoidi responsabili delle proprietà di canapa e suoi derivati, si otterrà hashish light e al contrario, invece, se si innalza la concentrazione di THC si avrà hashish tradizionale, il cui consumo è vietato in Italia.

Per rispondere alla domanda se l’hashish light è legale in Italia ci si deve rifare, insomma, alla famosa soglia limite dello 0.6% di THC, alla legge n. 242/2016 e ad alcune sentenze altrettanto famose e cruciali nel dirimere la grande questione dell’uso di cannabis legale in Italia. I derivati dalla canapa, incluso l’hashish, che hanno una concentrazione di tetraidrocannabinolo non superiore allo 0.6% sono permessi in Italia; viceversa sono considerati illegali tutti i prodotti che non rispettano lo stesso limite. Ciò avviene in virtù del fatto che il THC, nonostante le più recenti posizioni dell’ONU, continua a essere considerato nel nostro Paese come sostanza stupefacente per via di effetti psicotropi e psicoattivi che potrebbe virtualmente avere; al CBD, al contrario, sono riconosciute per lo più proprietà benefiche per l’organismo, capace com’è di interagire per via ormonale con il sistema endocannabinoide umano e contribuire a regolare l’equilibrio omeostatico dell’organismo. C’è una precisazione da fare, però, per quanto riguarda il consumo di hashish legale in Italia: come nel caso della marijuana light, la normativa citata fa chiarezza su diversi aspetti, incluse anche la coltivazione domestica (per cui basta che si tratti semi certificati e iscritti negli appositi registri europei) e la vendita; niente è detto, però, riguardo all’utilizzo ludico-ricreativo di erba light, di hashish legale o di altri prodotti CBD ed è una mancanza, questa, che rischia di creare un’area grigia e di incertezza sia per chi vende e sia per chi acquista questo tipo di prodotti. Rimane il fatto comunque che la detenzione di erba o hashish in quantità limitate e per uso personale è stata depenalizzata e rappresenta, a oggi, solo un illecito amministrativo: significa, più pragmaticamente, che il rischio maggiore – e davvero remoto – a cui si può andare incontro per essere trovati in possesso di erba o hashish è dover pagare una sanzione. Se insomma la domanda diventa se è sicuro comprare hashish online o nei negozi specializzati in cannabis, la risposta è sì, perché il controllo sui prodotti commercializzati tramite questi canali è costante e la garanzia che sia rispettata la soglia, “di allarme” soprattutto a livello legale, dello 0.6% assoluta.



> COME SI OTTIENE L'HASHISH LEGALE (E COSA NE GARANTISCE LA QUALITÁ)

Nei negozi CBD od optando per l’acquisto di erba e hashish legale di aziende tra le più note del settore si ha maggiore garanzia, del resto, anche che si tratti di prodotti di qualità e rispettosi dei più alti standard di sicurezza previsti in materia. Da dove si trovano le coltivazioni di canapa e di che tipo sono a che genere di lavorazione subisce il raccolto, molti aspetti della filiera incidono in altre parole sulla qualità dell’hashish legale come su quella della marijuana light. Per il primo come per la seconda vale l’indicazione, piuttosto generica e ancora legata a questioni legali e burocratiche, di preferire prodotti di provenienza europea, dove le coltivazioni sono controllate e più certamente rispettose delle indicazioni sul basso contenuto di THC. Ci sono produttori di hashish legale che lavorano solo con canapa italiana, spesso riscoprendo antiche tradizioni di famiglia o territoriali. Importante almeno quanto la provenienza è che la canapa sia di coltivazione biologica: solo se non si utilizzano pesticidi e altri agenti chimici, infatti, risultano rispettate al massimo le proprietà benefiche per l’organismo dei suoi derivati e quelle organolettiche, aspetto quest’ultimo non secondario per un prodotto come l’hashish apprezzato in particolar modo per l’aroma intenso che mantiene anche quando viene fumato. Aziende e produttori diversi impiegano, infine, metodi diversi e dei più variegati di lavorazione dei tricomi della canapa per ottenere hashish, sia nella sua versione ad alta concentrazione di THC e sia nella sua versione light: dopo che le infiorescenze di canapa sono state essiccate, infatti, i filamenti cristallini da cui si ottiene l’hashish vanno separate dal resto del fiore e tra le lavorazioni industriali le migliori, quelle che assicurano come prodotto finito un hashish di ottima qualità, sono certamente la setacciatura attraverso un telaio a maglie fitte o l’estrazione a freddo. La polvere, finissima, così ottenuta va poi pressata in panetti, forma tipica in cui l’hashish è venduto.

Se si è fatto accenno alle tecniche industriali è perché, di fatto, si può fare l’hashish legale anche a casa con un po’ di manualità e avendo a disposizione delle infiorescenze di erba light. Basta farle ruotare, anche prima di averle fatte essiccare, velocemente tra le dita per ottenere una polvere sottile che altro non è che la resina da cui si produce il panetto di l’hashish: è questa, a proposito di storia dell’hashish, la tecnica più antica e utilizzata negli antichi villaggi orientali per ottenere questa sostanza. Altre tecniche per fare l’hashish a casa prevedono, invece, l’utilizzo di frullatore o sacchetti gelo. Va da sé che, oltre ancora a una maggiore garanzia su quanto sicuro e privo di effetti collaterali è il prodotto finale, comprare hashish light, già pronto, in negozio od online è certamente più pratico e comodo.



> VARIETÁ DI HASHISH LIGHT: QUALI SONO I PRINCIPALI E COME SCEGLIERE

L’hashish light può essere portato o arriva a casa, per altro, in apposite confezioni e piccoli barattoli che ne conservano inalterate per settimane le proprietà organolettiche e da cui i produttori più seri ne sconsigliano la rimozione. Come già si accennava, del resto, una delle ragioni per cui chi fa uso soprattutto ludico di derivati dalla canapa e prodotti CBD preferisce l’hashish, anche light, alla più comune erba è per come lo stesso risulti più intenso e aromatico al gusto. È per questo che è adatto soprattutto agli amanti degli odori e dei sapori forti, e inevitabilmente speziati, e che ci sono condizioni climatiche e di umidità in particolare (la stessa è per molti versi deleteria se supera il 10%) che possono alterare l’aroma dell’hashish.

Un buon punto di partenza per evitare brutte sorprese, e per non ritrovarsi cioè a fumare dell’hashish legale che sia poco o per niente di proprio gradimento, è scegliere con attenzione che varietà di hashish acquistare. Come, ancora una volta, per l’erba legale, sul mercato non manca ormai, infatti, possibilità di scelta e non c’è appassionato di canapa e sui derivati dal palato più fine per cui non si possa trovare la tipologia di hashish migliore: per gli amanti dei sapori più tradizionali, per esempio, l’Afghan Hash con il suo sentore speziato e la sua consistenza morbida, elastica e molto facile da lavorare è l’ideale; chi sia alla ricerca, invece, di sapori più forti o decisi farebbe meglio a optare per l’hashish Super Pollen, che si riconosce subito, anche da integro e quando il contenitore è chiuso, per il suo aroma molto intenso. Attenzione a considerare, comunque, che tra una varietà di hashish legale e l’altra cambia soprattutto la concentrazione di cannabidiolo: tra gli hashish legali con più CBD c’è, per esempio, l’Ice Rock che ne contiene in percentuale superiore al 40% o il MoonRock, per cui la percentuale è addirittura superiore al 58%. La concentrazione di CBD dell’hashish light è, per altro, tra quei fattori che incidono sul prezzo: vale la pena di aggiungere, proprio a proposito, che tra le ragioni perché comprare hashish online c’è anche il poter approfittare di rapporti qualità prezzo in genere migliori, spesso resi ancora più convenienti da promozioni e offerte speciali o sconti sulle spese di spedizione e, ancora, dalla possibilità di approfittare della spedizione gratuita per ordini oltre un certo valore.



> TUTTE LE PROPRIETÀ BENEFICHE DELL'HASHISH LEGALE E COME UTILIZZARLO

La correlazione non è altrettanto lineare, invece, tra concentrazione di CBD nell’hashish legale ed effetti che lo stesso ha su chi lo assume. Chi ha una certa familiarità con i prodotti CBD sa bene, del resto, che un olio CBD ad altissime concentrazioni non è necessariamente più efficace per trattare indolenzimenti o stati di infiammazioni di capsule gel CBD a concentrazioni più basse: molto lo fa sia perché, a che scopo si assume CBD e sia come il proprio organismo reagisce all’assunzione di queste sostanze. È piuttosto soggettivo, cioè, e varia di persona in persona cosa succede al corpo quando si assume hashish legale ed è per questo anche che per essere certi degli effetti dell’hashish light c’è bisogno di prove ripetute nel tempo. Di certo c’è che, a meno di allergie o ipersensibilità ai principi attivi contenuti – e, consideratone la maggiore “concentrazione” rispetto all’erba light, può essere necessaria qualche precauzione in più quando lo si assume per la prima volta – l’hashish non ha effetti collaterali considerevoli. Situazioni come gravidanza, allattamento, patologie croniche o terapie farmacologiche in atto richiedono prudenza e, se possibile, di consultare il medico prima di assumere hashish light.

Fatte le dovute eccezioni, insomma, i benefici superano di gran lunga i rischi di un uso, anche abituale, di hashish legale. Le sue proprietà sono uguali a quelli della cannabis light, ma per molti versi amplificate. Tra le ragioni del successo dell’hashish light, soprattutto tra chi ne fa un uso ludico-ricreativo, c’è la sua capacità di indurre un profondo stato di rilassamento: utile nelle condizioni di stress più acuto o nei periodi di stanchezza maggiore e ricollegati a un accumularsi di impegni personali e lavorativi. Spesso, però, l’hashish legale è utilizzato a scopo terapeutico e per trattare, cioè, le manifestazioni almeno dei più comuni disturbi dello spettro ansioso. Ancora, molto efficace è contro disturbi del sonno come risvegli notturni e insonnia e per combattere la sensazione al mattino di non aver riposato. Il cannabidiolo è ormai noto, però, gioca un importante effetto antidolorifico e, per questo, anche l’hashish a basso contenuto di THC può essere utilizzato in caso di dolore da trauma, di dolore cronico o diffuso o per alleviare dolori come quelli di natura oncologica o post-operatoria. Alcune sperimentazioni in ambito medico, non molto dissimili di fatto a quelle che nell’Ottocento portarono a sperimentare l’hashish sui malati di tetano o di colera, hanno testato l’efficacia dell’hashish light in caso di epilessia risalendo alle proprietà neuroprotettive, antinfiammatorie e antidegenerative che avrebbe il cannabidiolo: si tratta di un uso terapeutico, però, dell’hashish legale che non può non essere concordato con medici e specialisti da cui si è seguiti. Rinomata è, infine, la capacità dell’hashish di amplificare le sensazioni, tutti i tipi di sensazioni: è per questo che fa parte delle ragioni del successo dell’hashish light anche il suo essere un valido aiuto per la creatività, per chi fa meditazione o mira a raggiungere uno stato di nirvana.

Se nel caso della marijuana light parte dell’efficacia dipende anche dal metodo che si sceglie per assumerla, non ce ne solo altrettanti come assumere hashish light: la resina in polvere va fumata e, quasi sempre, chi fuma hashish preferisce farlo, non in purezza, ma mischiandolo con del tabacco o erba, in modo da godere degli effetti combinati dei due derivati della cannabis nell’ultimo caso e senza riuscire però a scongiurare gli effetti negativi del tabacco nel primo. Una buona alternativa è usare la pipa per fumare hashish legale, metodo adatto soprattutto a chi sia alla ricerca di un’esperienza più lenta e per alcuni versi quasi contemplativa. Abbastanza diffuso è anche l’uso di bong per l’hashish: in questo caso il fumo scaturito dalla combustione dell’hashish viene fatto passare attraverso uno strato d’acqua in modo da raffreddarlo e scongiurare i danni che le alte temperature potrebbero arrecare ai polmoni. Per la stessa ragione piuttosto comune è oggi svapare hashish legale e, cioè, usare sigarette elettroniche e inalatori: qui le temperature sono controllate automaticamente e non c’è un vero e proprio processo di combustione che potrebbe nuocere all’organismo.



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