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Cannabis e sport

La notizia che la velocista americana Sha‘Carri Richardson rischia di saltare le Olimpiadi di Tokyo 2020 per essere risultata positiva ai test anti-doping dopo aver fatto uso di marijuana è tra quelle capaci di riaccendere il dibattito, mai davvero sopito e anzi sempre piuttosto infuocato, su cannabis e sport. Molti sono ormai, infatti, gli sportivi e gli addetti ai lavori che ripetutamente propongono di cancellare l’erba dall’elenco delle sostanze dopanti, considerato per altro che le Nazioni Unite sostengono da tempo che la marijuana andrebbe esclusa dalle tabelle delle sostanze stupefacenti e che non mancano studi e trial medici che attribuiscono a cannabinoidi come il CBD effetti benefici non indifferenti per chi pratica sport anche a livello agonistico. L’azione antidolorifica che è in grado di svolgere e la possibilità, in qualche modo conseguente, che il THC soprattutto alteri le prestazioni di atleti e sportivi rendendoli meno sensibili al dolore e alla fatica sono, di contro, le argomentazioni dei detrattori dell’uso di cannabis in ambito sportivo.

Cannabis e sport: qual è la posizione delle principali istituzioni sportive (e degli atleti)

A rendere controverso il dibattito su cannabis e sport sono soprattutto gli atteggiamenti di segno opposto delle principali autorità del settore. Il Comitato Olimpico per esempio, per tornare alla vicenda della Richardson (che, per altro, alla notizia della squalifica di un mese, non hai mai fatto mistero con la stampa di aver fumato hashish in occasione della morte della madre biologica, in preda al dolore) considera ancora, l’erba, tutta e non solo nelle sue varietà ad alta concentrazione di tetraidrocannabinolo, una sostanza dopante e lo fa in ragione del fatto che nella maggior parte dei paesi che partecipano alle Olimpiadi il consumo di cannabis è equiparato al consumo di altre sostanze stupefacenti. Ciò avviene mentre dal 2018 la WADA, l’Agenzia Mondiale Antidoping nata a fine anni Novanta proprio su impulso del comitato organizzatore delle Olimpiadi, ha approvato l’uso a scopo sportivo del cannabidiolo, riconoscendo ai derivati dalla cannabis una serie di proprietà benefiche per l’organismo delle sportivo. Più di recente la NBA, una delle più importanti associazioni di basket in America, ha deciso di sospendere i test antidroga, o almeno quelli volti a rilevare l’utilizzo di marijuana, sui propri giocatori, convinta che solo un uso tale da configurare una condizione di dipendenza fosse degno di intervento. Nel febbraio 2021, la National Football League americana si è spinta più avanti proponendo di sostituire, naturalmente in via sperimentale e sotto controllo medico, la marijuana ai farmaci oppiacei comunemente utilizzati dai propri giocatori per trattare dolori da traumi o post-operatori. Nelle consuete attività della Nado, l’organismo che in Italia si occupa di controlli antidoping su atleti e sportivi delle diverse discipline, i cannabinoidi – tutti e senza distinzione di classe, nonostante sul consumo di erba legale in Italia ci siano state in questi anni diverse pronunce anche giurisprudenziali – compaiono invece ancora tra le sostanze dopanti e che possono essere causa di segnalazioni e squalifiche per gli atleti professionisti.

Meno diverse nel segno sono, invece, le posizioni di quest’ultimi su cannabis e sport, che siano stati o meno in prima persona al centro di “scandali” per doping montati sulla semplice assunzione di derivati dalla cannabis. Per una Sha‘Carri Richardson che rischia, ora, l’opportunità di mostrare i buoni risultati ottenuti in questi mesi di preparazione alle Olimpiadi di Tokyo 2020 per aver fatto uso sporadico di erba, ci sono insomma molti nomi famosi dello sport a cui sono toccate vicende simili. Da Michael Phelps a Gervasio Deferr, squalificati e spodestati di alcuni importanti titoli conquistati durante la propria carriera perché scoperti positivi al test antidoping: i casi più famosi sono senza dubbio quelli del campione di arti marziali Nate Diaz, che nel 2016 si è fatto vedere durante un’intervista per la vittoria di un importante titolo del settore mentre “svapava” un e-liquid a base di CBD e non ha avuto remore a sostenere che fosse per come il cannabidiolo aiuta a risolvere i processi infiammatori, e quello del campione della NFL Eugene Monroe che, più volte, ha raccontato in pubblico di trovare come unico sollievo per il dolore cronico generatogli da un vecchio trauma cranico proprio assumere marijuana.

Tutti i benefici della cannabis per gli sportivi

Più che sull’eventuale – e improbabile, stando appunto anche alle già citate decisioni intraprese in questi anni da soggetti istituzionali come la WADA – rischio che l’erba possa generare effetti psicoattivi o svolgere un’azione drogante, il discorso su cannabis e sport dovrebbe incentrarsi insomma sui benefici provati del THC, del CBD e più in generale del complesso di cannabinoidi che possono essere estratti da varietà di canapa come la Sativa o la Indica.

Basti pensare in questo senso che i già citati trial e studi medici hanno dimostrato come la maggior parte di cannabinoidi, e in particolare il tetraidrocannabinolo, svolgano un’azione neuroprotettrice e capace di contrastare, cioè, la degradazione delle cellule neuronali: già oggi, così, la cannabis terapeutica è abbondantemente utilizzata per rallentare il decorso della malattia in malattie come l’Alzheimer o la sclerosi multipla e, nel caso degli atleti, le stesse proprietà potrebbero essere sfruttate per esempio, sempre sotto stretto controllo del medico sportivo e dell’equipe da cui si è seguiti, per il recupero dopo gravi traumi subiti sul campo da gioco.

Cosa c’è da sapere su CBD, erba legale e sport

Perché non richiede prescrizione medica, è perfettamente legale in molti Paesi e si può acquistare comodamente su Weedzard, CBD shop online, coffee shop e negozi di derivati dalla canapa come ce ne sono ormai numerosi nelle principali città italiane e perché, soprattutto, è responsabile di non meno e non meno importanti benefici senza che abbia praticamente alcun effetto collaterale, soprattutto l’erba light è un’ottima alleata degli sportivi. I prodotti CBD sono commercializzati, del resto, in Italia solo ed esclusivamente in virtù del fatto che non hanno alcuna «efficacia drogante»: così si è espressa la Corte di Cassazione in una recente sentenza che ha fatto molto discutere. Per le molte persone che, al di là della passione per lo sport o del praticare una certa disciplina e farlo a scopo agonistico, hanno trovato nella cannabis light un potente aiuto per la propria forma fisica ciò significa poterne fare un uso abituale e senza temere alcun tipo di ripercussione legale, burocratica, sulla carriera (anche se, vale la pena ricordarlo, datore e medico del lavoro possono disporre periodicamente dei test antidroga e dagli esami del sangue e dell’urina è sempre rintracciabile il consumo di cannabis light, cosa che non costituisce nessun tipo di illecito, ma non mette al riparo certo da possibili situazioni di imbarazzo). Per gli sportivi, invece, che alla marijuana legale non sia riconosciuta efficacia drogante vuol dire soprattutto non avere timori nell’assumerla in prossimità delle gare, durante gli allenamenti, lungo il corso della stagione sportiva: quando si parla di cannabis e sport, del resto, molti timori rimangono ancora tra gli sportivi sulla possibilità che il consumo di erba non solo crei problemi con l’antidoping, ma possa soprattutto intaccare in negativo le proprie performance.

Eppure i benefici della cannabis light per gli sportivi, già lo si accennava, sono numerosi e hanno a che vedere con le proprietà del CBD. Questo cannabinoide, è ormai noto da tempo infatti, è in grado di interagire per via ormonale con il sistema endocannabinoide umano e capace, per questo, di contribuire a regolare l’equilibrio omeostatico dell’organismo. Se si considera che durante l’attività fisica, specie se ad alta intensità, lo stesso è ripetutamente rotto, è più facile capire perché tra cannabis e sport, e in particolar modo tra cannabis light e sport, non possa esserci che una relazione di segno positivo.

Una delle proprietà che gli sportivi più apprezzano della cannabis light è, in particolare, quella antidolorifica. Traumi di ogni entità sono all’ordine del giorno, infatti, quando si pratica attività sportiva a livello agonistico: si pensi a come calciatori o ciclisti, solo per fare due esempi tra i più immediati, siano spesso soggetti durante partite o tappe dei tour ciclistici a infortuni di varia natura e di varia entità. L’erba legale è un’ottima alternativa ai più comuni farmaci antidolorifici, e soprattutto un’alternativa in tutto e per tutto naturale, per trattare il dolore da trauma (muscolare, eccetera). L’olio di CBD per uso topico da massaggiare direttamente nella sede del trauma, soprattutto se sono presenti gonfiori o rossori, può dare sollievo immediato dall’infiammazione. Perché anche al cannabidiolo sono riconosciute proprietà anti-degenerative – ed è, tra l’altro, la ragione per cui da qualche tempo spopolano ormai sugli scaffali dei supermercati e nei negozi di cosmetica creme e sieri anti-age a base di marijuana – usare derivati dalla canapa in caso di trauma potrebbe aiutare anche a limitare i danni a medio e lungo termine legati al trauma: un vantaggio non indifferente se si considera che non di rado sono anche i traumi apparentemente più leggeri a costringere chi fa sport a stop di settimane, se non di interi mesi.

Non è detto, comunque, che le proprietà antidolorifiche, analgesiche e antinfiammatorie dell’erba light possano essere sfruttate da chi fa sport solo in caso di traumi. Dopo una sessione di allenamento particolarmente intensa e, soprattutto, dopo una gara o una prestazione sportiva molto impegnativa, quell’equilibrio omeostatico dell’organismo a cui si è già accennato può risultare significativamente alterato e, nel concreto, l’atleta o lo sportivo potrebbero provare dolore o altri sintomi d’infiammazione. La cannabis light può dare immediato sollievo anche in questo caso, soprattutto se si assumono qualche goccia di CBD oil per via sublinguale o delle capsule gel predosate di CBD, che sono di gran lunga i prodotti CBD ad assorbimento più immediato.

Molti sono anche i benefici nell’assumere CBD prima o in vista della gara o di un appuntamento importante per la propria carriera sportiva o in maniera abituale. Se è una raccomandazione che può valere in generale per chiunque si approcci al mondo dei derivati dalla cannabis e intenda farne un uso continuativo, soprattutto per gli sportivi in preparazione atletica è consigliabile chiedere parere al proprio medico di fiducia, al proprio coach o al team sanitario da cui si è seguiti sull’opportunità di usare erba light e prodotti CBD come integratori al proprio regime alimentare e alle proprie routine di allenamento e quotidiane. È vero, infatti, che i potenziali benefici del cannabidiolo sono tanti e importanti; è vero anche, però, che quanti se ne ottengono realmente e in che campo varia sensibilmente di persona in persona: solo un esperto potrà guidare, insomma, lo sportivo ad assumere marijuana light in dosi e nei tempi migliori per il suo organismo. Nell’ambito di una dieta varia e che garantisca il giusto apporto calorico, comunque, il cannabidiolo aiuta lo sportivo a conservare il proprio peso forma e lo fa intervenendo a regolare sia il senso della fame e sia quello della sazietà: via libera, insomma, a olio di canapa e olio CBD a scopo alimentare da utilizzare per la preparazione o nel condimento di insalate o altre pietanze tra le preferite, tanto più che se il CBD è in questa formulazione ai benefici della cannabis si sommano quelli dell’assumere grassi buoni come sono la maggior parte degli oli vegetali.

Non si possono escludere completamente, però, neanche i benefici psicologici legati all’assunzione di marijuana legale. Una delle principali ragioni per cui ci si avvicina all’erba light, quasi sempre cominciando a fumare infiorescenze cannabis light, è per come questa è capace di dare sollievo immediato dalla stanchezza e dallo stress di tutti i giorni: se per chiunque, così, i prodotti CBD sono ottimi alleati di una serata da soli o in compagnia degli amici all’insegna del più totale relax, uno sportivo potrebbe ricercare lo stesso effetto soprattutto in prossimità di un match importante, una gara fondamentale per la propria carriera da atleta professionista. Soprattutto formulazioni ad assorbimento veloce, come le già citate capsule gel di cannabidiolo, possono rappresentare un trattamento d’urto ad attacchi di ansia o attacchi di panico che colpiscano lo sportivo immediatamente prima di entrare in campo. Qualche studio sperimentale ha dimostrato che il cannabidiolo può aiutare a trattare le manifestazioni almeno del disturbo post-traumatico da stress, e non è poco comune come può sembrare che gli atleti, specie chi per lungo tempo è stato sottoposto alla pressione di raggiungere i più alti traguardi o alla frustrazione di riuscirvi, ne soffrano. Più comunemente, gli sportivi assumono cannabis light perché non c’è niente che faccia bene alle performance fisiche e atletiche come riposare bene durante la notte ed essere capaci di sonni davvero riparatori: il cannabidiolo aiuta contro l’insonnia, anche quando è episodica e si presenta ancora nelle notti immediatamente prima dell’importante appuntamento sportivo di cui si sarà protagonisti, e i risvegli notturni e assicura al mattino di svegliarsi senza quella fastidiosa impressione di non aver dormito bene.

L’elenco di correlazioni benefiche tra cannabis e sport potrebbe continuare a lungo, e fino a comprendere per esempio anche gli innumerevoli benefici che il cannabidiolo ha sulla pelle e nel contrastare i segni del tempo: è un beneficio trascurabile solo se non si considera come gli sportivi, soprattutto i più famosi, siano ormai dei veri e propri personaggi pubblici, beniamini di molti e che apparire nella migliore forma estetica, oltre che fisica, possa essere per molti di loro un vero e proprio cruccio.

Attenzione alla qualità della cannabis, se usata a scopo sportivo

Qualsiasi ragionamento su cannabis e sport non può prescindere, comunque, dalla necessità per lo sportivo di scegliere con cura e attenzione non solo tra i diversi prodotti CBD quelli più adatti a sé, ma anche e soprattutto della cannabis light di ottima qualità. Quando si acquista la Marijuana legale del Mago o venduta da altri franchising simili, quello che si ha in più è soprattutto una garanzia riguardo alla qualità dei prodotti finiti e alla capacità che hanno gli stessi di rispettare i più alti standard di sicurezza previsti in materia, oltre che le previsioni di legge del Paese in cui ci si trova. In Italia per esempio, che sia a uso sportivo o a uso ludico-ricreativo non importa, l’unica cannabis light legale è quella proveniente da coltivazioni di varietà di canapa iscritte agli appositi registri europei e che rispettino, cioè, la soglia massima dello 0.6% di THC: acquistare CBD Weedzard o di altri brand ben noto del settore solleva dalla necessità di accertarsi di persona che non si tratti di marijuana d’importazione o che non rispetti la normativa europea e italiana e dà, in più, qualche ulteriore rassicurazione anche sul fatto che l’erba in questione provenga da coltivazioni in cui non siano utilizzati fertilizzanti e altri agenti chimici piuttosto dannosi per le proprietà organolettiche e benefiche della canapa e che il raccolto non sia stato sottoposto a lavorazioni e tecniche di estrazione aggressive e capaci di intaccarne, ancora, le proprietà benefiche. La grande varietà di scelta, tra cui ogni atleta o sportivo sarà certamente in grado di trovare i prodotti che facciano più al caso proprio, fa certamente il resto: basti pensare infatti che del solo olio di CBD, che si è visto essere un ottimo alleato contro i dolori e le infiammazioni da trauma, ne esistono in diverse concentrazioni, dal 5% a oltre il 25%, e che scegliere tra l’una è l’altra è questione molto personale e che implica conoscere come il proprio organismo singolarmente risponda all’uso di CBD. Prezzi convenienti, spedizioni spesso gratuite e comunque veloci e completamente anonime nel packaging sono altri plus che chi fa uso di cannabis nello sport potrebbe apprezzare in particolar modo.

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