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Canapa e cannabis: come usarle senza violare la legge

Canapa e cannabis: come usarle senza violare la legge

Spesso confuse, la Canapa e la Cannabis sono in realtà due cose differenti. E, al di là di ciò che si pensa, è possibile coltivare la prima ed usare la seconda. Con qualche accorgimento, per non violare la legge.

 

Se state pensando di coltivare canapa in casa o nel vostro orticello, sappiate che questa pratica, in sé, non è vietata dalla legge, a patto che il THC sia inferiore allo 0.6%. Quindi, in poche parole, potrete farlo, ma non certo per l'utilizzo che vi interessa.

Insomma, la coltivazione della canapa è ammessa, a patto che non abbia effetti psicotropi, ossia quelli più apprezzati da chi ricerca lo “sballo”. Questo accade perché il legislatore ha voluto vietare l'uso cosiddetto ricreativo della cannabis, per salvaguardare la salute pubblica. Che ci sia riuscito o meno è oggetto di dibattito tutt'ora in corso, ma questo è un altro discorso.

Per rimanere invece in tema di coltivazione di canapa, quello che dovete sapere è che per avviarla non serva alcuna autorizzazione: se i semi che intendete piantare hanno il THC inferiore ai limiti consentiti dalla legge, non avrete nessun problema con le forze dell'ordine. Che, in caso contrario, potranno procedere al sequestro e alla distruzione delle piante, nonché a denunciarvi all'autorità giudiziaria, con conseguenze penali anche molto rilevanti.

Questo accade perché in realtà fra canapa e cannabis ci sono delle sostanziali differenze e la vostra unica possibilità di coltivare autonomamente della cannabis che possa assicurarvi effetti rilassanti, è quella di piantare semi di cannabis con alta contrazione di CBD e basso contenuto di THC.

 

Differenze fra canapa e cannabis

La guerra alla cannabis tradizionale, quella ad alto tasso di THC, inizia nel secolo scorso, quando questa pianta, fino a quel momento sfruttata ampiamente dalla popolazione per combattere mal di testa, epilessia e asma, viene dichiarata fuori legge da un tal Aslinger, capo del Federal Bureau of Narcotics americano.

Le ragioni sono molteplici e vanno ricercate nelle lotte intestine fra petrolieri e industriali. Una guerra tutta economica, che Anslinger fece sua, aggiungendo un pizzico di razzismo, visto che tutta la campagna contro la cannabis fu condotta all'insegna della demonizzazione di negri e ispanici, i maggiori utilizzatori di questa pianta.

Sia come sia, la stretta legislativa sulla coltivazione della canapa si abbatté come una mannaia su tutti i paesi produttori. Pensate, l'Italia sino alla fine del 1800 coltivava ben 135.000 ettari di canapa, oggi solo 5000. Un vero tracollo!

Ma soprattutto un peccato, perché al di là dell'uso ricreativo, la canapa rimane un prodotto che riserva innumerevoli utilizzi industriali, che proprio negli ultimi anni stanno venendo rivalutati. A cominciare da quelli in campo medico: dal 2007, infatti, i farmaci a base di cannabis sono legali, anche se l'utilizzo è legato a regolare rilascio di ricetta medica.

Ma tralasciando il regolamentatissimo settore medico, la canapa suscita grande entusiasmo anche da parte dell'edilizia, che orientata ad un maggior rispetto dell'uomo e dell'ambiente, si è convertita ad un modello di sviluppo sostenibile, in cui questa pianta può ricoprire un ruolo di primissimo piano.

Per le stesse ragioni, la canapa potrebbe diventare la materia prima di molte industrie tessili, che potrebbero usarla al posto del cotone, che necessita di quantità abnormi di diserbanti e fitofarmaci. E che dire dell'industria cartiera? È ovvio che sfruttando la canapa per produrre la carta al posto degli alberi, potremmo evitare l'abbattimento di milioni di alberi, indispensabili per salvaguardare il nostro pianeta.

Potremmo continuare per pagine e pagine a citare i benefici in campo alimentare, cosmetico e persino energetico, ma non è questa la sede. Qui il punto è un altro. Ed è che questa guerra economica e morale contro la canapa, ha contribuito a macchiare la reputazione di una pianta che, fino ad oggi, non ha mai fatto male a nessuno.

 

Effetti della cannabis sull'organismo

Parliamoci chiaro: l'utilizzo della cannabis non è una moda dei nostri giorni. Questa pianta è usata da sempre per uso ludico e spirituale, tanto che le prime testimonianze sul suo impiego risalgono niente di meno che agli Assiri, un popolo vissuto nell'ottavo secolo a.C.

Ma anche l'uso per fini medici non è una scoperta degli scienziati moderni: pensate che già nel 2737 a.C., l'imperatore Shen Nung descriveva dettagliatamente i benefici regalati dalla marijuana. Ma quali sono gli effetti della cannabis?

In linea massima, si può affermare che il principale effetto della cannabis è un generale senso di rilassatezza, ma è quasi impossibile stabilire con esattezza tutto ciò che si può provare dopo averla assunta. In parte perché, ovviamente, dipende dalla quantità di THC che entra in circolazione nel corpo, un fattore difficilmente misurabile perché legato alla concentrazione del cannabinoide nel prodotto utilizzato.

Ma la vera ragione per cui è difficile stabilire quali possano essere gli effetti della cannabis è perché essi sono variabili e molto dipendono dallo stato d'animo di chi la assume: alcuni individui sperimenteranno solo un generale senso di rilassamento e serenità, mentre altri, magari giù di morale, potrebbero vivere un profondo stato di paranoia o, addirittura, crisi di panico. Insomma, difficile dire.

Certo è che il THC nella maggior parte dei soggetti causa una maggiore difficoltà di concentrazione e in alcuni soggetti può provocare dipendenza psicologica. Insomma, il corpo vi permetterà di smettere quando volete, ma la vostra mente potrebbe decidere altrimenti, causandovi nervosismo e insonnia.

Ma cosa significa tutto questo, che è meglio rinunciare alla cannabis? Assolutamente no, perché ci viene in aiuto la cannabis light.

 

Le potenzialità della cannabis light

Resa legale dalla legge n° 242 del 2016, la cannabis light è la vostra migliore chance di non dover sottostare a una regolamentazione rigida e conservatrice. Acquistando e utilizzando la cannabis light, infatti, potrete godere dell'effetto rilassante della cannabis, senza doverne subire gli effetti psicotropi. In questo modo raggiungerete il vostro obiettivo, senza violare la legge!

Tutto questo è possibile perché la cannabis light contiene un altissimo tasso di CBD, il cannabinoide  responsabile degli effetti analgesici e sedativi, ed è priva di THC, osteggiato da sempre da governi e morale pubblica.

Nella nostra pagina prodotti potrai trovare varie soluzioni per assumere cannabis light in tutta tranquillità, seguendo le tue inclinazioni e le tue preferenze. Inoltre potrai acquistare semi di cannabis legale, per poter dare il via alla tua piantagione personale, senza correre alcun rischio. Non sono entrambe delle soluzioni perfette?

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